L'industria della difesa italiana attraversa una fase di espansione che non si vedeva da decenni. Il bilancio 2026 si avvicina ai 30 miliardi di euro e il Documento di Programmazione Pluriennale della Difesa (DPP) traccia una traiettoria pluriennale verso l'obiettivo NATO del 2 % del PIL. SEGREDIFESA gestisce gli acquisti di armamenti mentre i singoli enti di forza armata gestiscono i programmi dedicati, e la domanda riguarda munizionamento, missili, sistemi terrestri, spazio e cyber. Per ora, DefenceJobs si concentra principalmente sulle PMI e sulle scale-up tecnologiche italiane della difesa: i grandi gruppi come Leonardo, Fincantieri, Avio, Elettronica Group, MBDA Italia e Iveco Defence Vehicles restano il nucleo storico del settore, ma rappresentano un percorso di carriera distinto rispetto a quello delle imprese più agili che trovate in questo portale. Le posizioni elencate qui sono quelle delle aziende che lavorano con il Ministero della Difesa, con SEGREDIFESA o con clienti NATO ed europei, spesso in programmi più piccoli e più rapidi.
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Domande frequenti
Quali aziende italiane della difesa stanno assumendo?+
Tra le imprese più attive sul portale figurano D-Orbit a Milano, attiva nei veicoli di trasferimento orbitale, AIKO ed Ecosmic a Torino, entrambe focalizzate sull'AI per lo spazio e sul software di gestione dei detriti orbitali. Assumono regolarmente anche WSense su reti subacquee, DEAS Cyber+ e DigitalPlatforms su cybersecurity, oltre a PMI specializzate in droni, radar e guerra elettronica distribuite tra Lazio, Lombardia, Piemonte e Toscana.
Quali sono gli stipendi nel settore difesa in Italia?+
Un ingegnere junior a Roma, Milano o Torino parte tipicamente tra 32.000 e 40.000 euro lordi annui. I profili mid-level con 3-6 anni di esperienza si collocano tra 45.000 e 65.000 euro, mentre i ruoli senior e di specializzazione avanzata, come ingegneri radar, cyber senior o system engineer con NOS, possono superare gli 80.000 euro. Le regioni fuori dai grandi hub pagano tipicamente il 10-20 % in meno a parità di ruolo.
Devo avere un Nulla Osta di Sicurezza prima di candidarmi?+
No. Il NOS viene richiesto dal datore di lavoro per il candidato una volta avviato il processo di assunzione su programmi classificati. Esistono tre livelli nazionali che richiedono il NOS: Riservatissimo, Segreto e Segretissimo, con equivalenti NATO-Segreto e UE-Segreto per i programmi alleati. I tempi di rilascio variano da pochi mesi per i livelli più bassi a oltre un anno per Segreto e Segretissimo, e l'istruttoria richiede cittadinanza italiana.
Devo parlare italiano o basta l'inglese?+
L'italiano è essenziale per qualunque ruolo che preveda interlocuzione diretta con SEGREDIFESA, con l'Esercito, la Marina o l'Aeronautica, o con fornitori istituzionali. Molte scale-up internazionali come D-Orbit o AIKO lavorano però in inglese come lingua interna, soprattutto su programmi europei e commerciali. Per ingegneri stranieri senza italiano, i percorsi realistici sono le aziende spazio e AI orientate all'export o i programmi ESA e EDA.
Dove si concentrano le offerte di lavoro nella difesa in Italia?+
Roma e il Lazio rappresentano il cluster più grande, con forte concentrazione su cybersecurity, elettronica di difesa e guerra elettronica. Milano e la Lombardia guidano lo spazio e le tecnologie fotoniche. Torino è il polo emergente dell'AI per la difesa spaziale. Seguono Toscana con Pisa e Livorno su fotonica, droni tattici e subacquea, e poli minori in Veneto, Emilia-Romagna, Umbria e Piemonte occidentale.
I candidati extra-UE possono candidarsi a ruoli nella difesa italiana?+
Sì, ma con limiti importanti. I programmi classificati richiedono cittadinanza italiana per il NOS, quindi i ruoli extra-UE si concentrano su progetti commerciali, duali o di ricerca. Il percorso più praticato è la Carta Blu UE per ingegneri altamente qualificati. Le aziende spazio e deep-tech come D-Orbit, AIKO o CamGraPhIC assumono regolarmente profili internazionali su ruoli non classificati, soprattutto in ingegneria software, AI e fotonica.
In che cosa si differenzia il lavoro nella difesa dal settore tech italiano classico?+
Gli orizzonti sono più lunghi. Un prodotto civile si misura in sprint trimestrali, un sistema di difesa in cicli di qualifica pluriennali. La stabilità occupazionale è superiore, con contratti indeterminati più diffusi e turnover inferiore. In compenso, la documentazione, la tracciabilità e le certificazioni pesano di più sul lavoro quotidiano, e i vincoli di sicurezza limitano la mobilità professionale e la comunicazione esterna sui progetti.





